giovedì 18 maggio 2017

"La Ricetta del Dottor Wasser", di Lars Gustafsson


"La vita ha un senso? Che cosa vorrebbe significare? Che ha un utilizzo, come una chiave a tubo o una livella a bolla? O che ha una traduzione, come un passaggio strano e incomprensibile in un libro difficile? O una singolare formula matematica che non sembra affatto quadrare?
No, la vita un senso non ce l'ha. Però glielo si può dare. Forse è stato quel che ho fatto."

© Appuntario


Nei pochi programmi televisivi validi che sono rimasti, che parlano e consigliano libri, mi ha incuriosito il fatto che a distanza di pochi giorni, due abbiano discusso di una stessa opera.
Ci vuole poco ad essere influenzati, eppure ciò che mi ha fatto cedere all'acquisto di questo breve romanzo è stata la novità. Un personaggio nuovo, mai incontrato prima d'ora, nella sua sfrontatezza, nel suo cinismo, ma intelligente nel saper riconoscere i suoi limiti, e ancor di più il suo creatore,  nuovo.
Non ho mai letto nulla che andasse geograficamente oltre l'Inghilterra, e questo è stato il mio primo approccio con la letteratura nordica, di cui conosco ben poco e poco più i suggestivi paesaggi nordici con le loro luci abbacinanti e le loro fredde oscurità.
Lars Gustafsson (1936-2016), è stato lo scrittore e il personaggio più rappresentativo del mondo svedese. Laureato all'Università di Uppsala, dove partì il risveglio culturale del paese nel XVIII secolo e importante centro di materie scientifiche; nella sua lunga carriera scrisse molto e soprattutto indagando sulle problematiche del mondo svedese contemporaneo.
"La Ricetta del Dottor Wasser" pubblicata nel 2015 fu il suo ultimo lavoro.
L'autore è qui entrato nei meandri della letteratura già dibattuti : l'enigma dell'identità, del tempo, delle apparenze, qui configurate in una società che non si arresta, che perde la memoria nel suo affrettarsi.


La lunga ricetta del dottor Wasser è una confessione schietta e virtuale di una persona che ha reso la sua vita straordinaria, aggirando le normali convenzioni, ingannando se stesso e gli altri.
Un criminale? Eppure non nel senso stretto della parola, perché il dottore in questione è innanzi tutto un vincente : ex direttore generale di una clinica per i disturbi del sonno, vincitore di numerosi concorsi a premi e gran seduttore dell'universo femminile.
La narrazione si svolge in un arco di tempo che va dagli anni Cinquanta ai primi decenni degli anni Duemila, in una incostante alternanza.
Kent Andersson, originario di una provincia del sud della Svezia, proviene da una famiglia disadattata e priva di mezzi, che lo induce fin da piccolo a arrabattarsi con piccoli lavori umili.
Nonostante tutto possiede una spiccata intelligenza e quando il caso fortuito lo porta a scoprire un cadavere in decomposizione nel fitto bosco, ha la sveltezza di prendere i documenti del malcapitato e la lungimiranza di aver carpito un affare che altrimenti non sarebbe più ricapitato.
I documenti personali appartenevano ad un giovane uomo, profugo della Germania dell'Est, laureato in medicina, Kurth Wasser.
Non subito, ma poco a poco, Kent Andersson inizia a prendere l'identità di Wasser
Grazie all'attestato di laurea del defunto, il nuovo Kurth Wasser si specializza nella branchia dei "disturbi del sonno", campo ancora inesplorato negli anni Sessanta e di cui è sicuro non potrà arrecare gravi danni, come un semplice medico o chirurgo.
Diventa dottore, dirigente di una clinica, sfruttando l'indifferenza delle persone, la sua astuzia, la coscienza di non andare oltre le sue possibilità, unendo una forte immedesimazione.
Scala le più alte gerarchie mediche suscitando stima e ammirazione dei colleghi o sottoposti per la sua intelligenza e capacità.

Lars Gustafsson

L'esposizione narrativa segue più l'ispirazione di una formula matematica che quella di una classica prosa : si sente l'influsso delle discipline scientifiche che formarono professionalmente il suo autore.
Giocando con temi pirandelliani e atmosfere kafkiane (tra l'altro non troppo surreali visto che i dottori senza laurea sembrano esistere eccome), Lars Gustafsson rimette in scena l'archetipo dilemma dell'essere ed apparire; se quel che lasciamo trasparire può diventare il nostro io o se la capacità di immedesimazione possa portarci a essere tutte e due o un miscuglio di personalità non definite.
La particolarità del protagonista sta nel suo successo e nella dichiarata intelligenza :  non è un Bel-Ami che si arrischia con spavalderia nella sua scalata sociale seminando vittime e affari loschi, ma un uomo convincente, nato con l'unico svantaggio di essere indigente.

"Ma che ne è stato allora di chi gli è subentrato? La sua vita si è persa. Io l'ho scambiata. Si potrebbe perciò dire che io sono quello che sono. Ma sono anche quello che non sono."

Lo humor e il sottile erotismo accompagnante il dottor Wasser, serve a rendercelo e a renderlo nel suo ambiente ancora più enigmatico.
Tutto intorno è il mondo contemporaneo con la sua superficialità, la sua indifferenza e mancanza di profondità, a proliferare incessantemente e scuoterlo senza grandi motivi.
"La Ricetta del Dottor Wasser" è un piccolo spaccato dell'esistenza umana che come ha detto bene Michela Murgia "si interroga sulla domanda su quanti altri noi esistono; un lettore la risposta la sa : tutti quelli che ci sono nei libri."




M.P.





Libro :

"La Ricetta del Dottor Wasser", L. Gustafsson, Iperborea

4 commenti:

  1. Molto banalmente, finora mi aveva incuriosita il titolo, invece, ora che ho letto questa tua riflessione, vi scopro una sfumatura pirandelliana, che mi rende La ricetta del dottor Wasser ancor più interessante... devo leggerlo!

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    1. E' una lettura molto interessante, ma Pirandello lo sorpassa di gran lunga, bisogna dirlo.

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  2. Proprio un paio di giorni fa ho notato in libreria un romanzo di questo autore, che prima mi era del tutto sconosciuto, "Il pomeriggio di un piastrellista". Di sicuro lo leggerò, spero presto, anche perché questa recensione ad un altro romanzo mi ha piuttosto incuriosita :)

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    1. Infatti dicono che il libro che hai citato sia il suo capolavoro! Continuerò la lettura delle sue opere.

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