giovedì 10 dicembre 2015

"Il Cappello di Rembrandt" di Malamud


"Viene un momento nella vita di un uomo in cui per andare dove deve - se non vi sono porte o finestre - passa attraverso un muro. "





Entrando tempo fa in una libreria nel centro di Roma, avevo adocchiato un libro dal titolo accattivante, che mi evocava nella mia immaginazione un qualcosa di artistico ed umoristico insieme, scritto da un romanziere di cui non avevo mai sentito parlare, e la curiosità è stata più forte di qualsiasi dubbio o incertezza. Se si può dire è stato un incontro al buio quello con Bernard Malamud.
La casa editrice romana Minimum Fax ne sta rispolverando alcuni dei suoi più grandi capolavori, presentando una particolare campagna pubblicitaria proprio per quest'ultimo affascinante libro di racconti.
Bernard Malamud ( 1914-1986 ), appartiene a quella fortunata generazione di scrittori americani di origine ebrea, quali Philip Roth ( 1933 ), Saul Bellow ( 1915-2005 ), Paul Auster ( 1947 ), ed altri che tanto hanno dato alla letteratura moderna del secolo scorso e soltanto l'accostamento a questi mostri sacri hanno reso Malamud meno conosciuto rispetto ai suoi alti colleghi; una misconoscenza che ancor oggi purtroppo permane.
Eppure in vita ebbe un'esistenza serena, gratificata da enormi successi e premi quali il "Premio Pulitzer" nel 1964 per il romanzo "L'Uomo di Kiev" e ben due "National Book Award", oltre ad essere un professore amato ed apprezzato.
Il suo genio letterario si manifestava appieno e concentrato, nella creazione di brevi esposizioni; la stessa scrittrice Flannery O' Connor ( 1925-1964 ) diceva : "Ho scoperto un autore di racconti che è il migliore in assoluto, migliore anche di me."
Nel 1973 uscì la raccolta "Il Cappello di Rembrandt", quando il nome dello scrittore era già celebre.
Si trattavano di racconti ambientati nella sua New York, nel borderline tra il reale e l'irreale, dove confluivano le diverse culture ebraiche ed americane.

Otto storie si susseguono in questa raccolta dove i protagonisti, figure delle più svariate tipologie, si scontrano in situazioni irreali, a volte magiche, dove ne rimangono sopraffatti inevitabilmente.
Tutti con le loro piccole esistenze di solitudine, mancanza di amore, di rivalsa, cercano ed aspirano "all'impossibile".
Come l'insegnante Albert Gans de la "Corona d'Argento" che cerca in tutti i modi di salvare la vita al proprio padre malato, fino ad arrivare a chiedere aiuto ad un rabbino dai magici poteri : tutto si vanifica quando si scopre l'odio e la rabbia represse dell'insegnante nei confronti del padre, o del pensionato dalla vita monotona di "A Riposo" tenta delle avance ad una giovane donna dai modi facili per finire poi beffato davanti alla cruda realtà della vecchiaia, o nel racconto che da il titolo all'opera, dove lo scultore Rubin, non ancora inserito nel mondo dell'arte, si sente affibbiare il nome del pittore Rembrandt per via di un cappello simile a quelli appartenuti al pittore olandese.
Anche lo stesso Rubin scopre tutto l'abisso tra lui e il maestro del Secolo d'Oro.
Nella conclusiva "Cavallo Parlante", il cavallo Abramowitz, capace di comunicare e pensare, sfugge alla sottomissione del padrone per tentare una rinascita verso una libertà interiore e fisica.

Bernard Malamud


Storie magnifiche dove si insinua lo humor, l'ironia e il mistero che lasciano lo stesso lettore sopraffatto ed incredulo a fine lettura, perché il confine tra sogno e realtà non è mai ben delineato nella vita quotidiana.
La bizzarria e l'irrealtà che pervadono le pagine richiamano quelle kafkiane che non offrono spunti d'evasione ma di riflessioni.
Le storie di Malamud non hanno nulla degli sconvolgimenti letterari dei romanzi di ampio respiro, semmai rappresentano sorprendentemente semplici spaccati scenari della società contemporanea americana con particolare riferimento al mondo della piccola borghesia ebraica.
Risentendo dell'influsso del romanzo americano ( Anderson ed Hemingway ), e della narrativa yiddish, Bernard Malamud ci accompagna verso una possibile comprensione ed accettazione dei tanti ed inspiegabili fenomeni della vita.


"Erano strani sogni - se sogni erano; lui non è certo di cosa siano o da dove vengano - pensieri nascosti, forse, di libertà, o qualche sorta d'autoderisione."




M.P.



Ebook :

"Il Cappello di Rembrandt", B. Malamud, Minimum Fax 2015

4 commenti:

  1. Io sono una malamuddiana doc! Lo adoro :D Non ho letto questa raccolta, ma in generale posso dire di preferirlo come romanziere. Ti consiglio di continuare con Malamud e in particolare con quello che per me è il suo capolavoro, Il commesso, edito sempre da Minimum Fax.

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    1. Grazie mille Penny per il tuo consiglio. Sicuramente continuerò con Malamud visto che mi ha affascinato tanto!

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  2. Complimenti, hai un blog davvero interessante! Mi ha incuriosito molto la tua opinione su questa raccolta di racconti, purtroppo nonostante io ami molto la letteratura americana non ho mai letto nulla di Malamud. Devo correre ai ripari....

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    1. Grazie mille Paola, se ti piace la realtà e l'immaginazione insieme lo adorerai.

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