lunedì 7 ottobre 2013

"Nana","La Mosca d'Oro" di fine Impero

"Era cresciuta in un sobborgo,sui marciapiedi di Parigi,e alta,bella,fiorente,come una pianta germogliata in mezzo al concime,vendicava i pezzenti e i falliti di cui era il prodotto.Attraverso di lei,la putredine lasciata fermentare nel popolo,risaliva,e infettava l'aristocrazia.Era una forza della natura,un inconscio fermento di distruzione,che contaminava e disgregava Parigi tra le sue nivee cosce,facendola andare a male,come le donne,nelle ricorrenze mensili,fanno andare male il latte.Alla fine dell'articolo c'era il paragone con la mosca,una mosca color del sole,che s'inondava dall'immondizia,una mosca che prendeva la morte dalle carogne trovate lungo i sentieri,e che,ronzante,danzante,splendente come un gioiello,avvelenava gli uomini col solo posarsi su di loro,nei palazzi dove entrava dalle finestre."



Quando uscì "L'Assommoir" nel 1877,ebbe un successo così grande che nessun altro romanzo dello scrittore francese Emile Zola (1840-1902)sembrava potesse bissarlo.
Invece nel 1880 venne pubblicato "Nana".Furono subito vendute 55.000 copie.
Il successo del romanzo (tra cui ebbe una formidabile campagne pubblicitaria),divise per lo più gli intellettuali dell'epoca:da una parte Flaubert,Huysmans e gli altri del gruppo di Medan che ne riconoscevano il capolavoro; tra cui le bellissime e dettagliate scene del teatro(altro non era che il celebre Théatre des Variétés di Parigi) e il Gran Prix al Bois de Boulogne,alcuni come lo scrittore E.de Goncourt,accusarono Zola di pornografia,di aver scritto un'opera volgare e immorale.
Ancora oggi "Nana",la storia di una prostituta di lusso,è il romanzo più popolare e letto dello scrittore francese.

Ambientato nella Parigi del Secondo Impero,è la storia di Anne Copeau,conosciuta da tutti col vezzeggiativo di "Nana",figlia di Gervaise Macquart ( mirabile protagonista de "L'assommoir"),cresciuta nel quartiere immondo della Gouette d'Or.
Grazie ad uno spettacolo nell'ambiguo teatro del "lenone" Bordenave,ove Nana appare nella parte di Venere,il cui corpo malcelato da un tenue velo,traboccante di sensualità e piacere,affascina ed infiamma Parigi.Inizia la sua scalata sociale.

"Allora Nana diventò la donna alla moda,che vive sulla stupidità e sui vizi dei maschi,marchesa dei marciapiedi di lusso.Fu un lancio rapido e definitivo,la conquista della celebrità nel mondo della galanteria,alla gran luce delle follie del denaro,e delle capricciose audacie della bellezza."

Mantenuta da aristocratici,collaboratori di governo e principi,la cocotte divora patrimoni,vite,famiglie,dignità
e valori morali.In una alternante "escalation" tra fango e sfoggio di ricchezza,dopo aver "imputridito" il suo mondo,muore miserevolmente,di vaiolo, in una camera d'albergo,Mentre fuori si annuncia la guerra franco-prussiana (1870).

Nono romanzo del "Ciclo dei Rougon-Macquart","Nana" non è solo la semplice vita di una prostituta,di sesso e denaro,ma molto di più.
E' il prodotto,l'estensione di quella classe di reietti e straccioni incontrati già nell' "Assommoir",la mosca d'oro "volata via dall'immondizia dei sobborghi" che porta con sé la putredine sociale;che disprezza il denaro e gli uomini,che si fa beffe della decenza,del decoro,della virtù:

"Nana posava il piede sopra i crani,ed era circondata da catastrofi: la furiosa fimmata di Vanderuvres,la malinconia di Foucarmont,perduto nei mari della Cina,il disastro di Steiner ridotto a vivere da persona onesta,l'imbecillità soddisfatta di La Faloise,il tragico crollo dei Muffat,il bianco cadavere di Georges,vegliato da Philippe,uscito di prigione il giorno prima."

O come la osserva il conte Muffat mentre lei si guarda allo specchio "al mostro della Scrittura",il cui solo odore basta per contaminare il mondo,ma sempre bella,incosciente,e ignorante,"sempre brava ragazza".

Anche in quest'opera Zola ribadisce il suo punto focale: l'ereditarietà,l'ubriachezza dei genitori,il loro sfacelo che in lei si trasforma in isteria e da qui il vizio.Sembra che per il ritratto di Nana,Zola si sia ispirato ad una famosa cortigiana del Secondo Impero,Blanched'Antigny (1840-1874),modella del pittore Paul Baudry,morta di vaiolo.

"Nana" di Eduard Manet (1877).Il pittore francese prese spunto dal personaggio di Nana nell"Assommoir" per il quadro.Probabilmente lo stesso Zola (amico inizialmente del pittore) si ispirò con questo dipinto per descrivere la scena dove Nana si trucca in un camerino del teatro nell'omonimo romanzo.


 Fra gli altri interessanti personaggi,spiccano maggiormente i coniugi Muffat.Il conte Muffat,granciambellano dell'imperatrice,proveniente da una antica famiglia prestigiosa,persona integerrima,bigotta,viene contaminato dal sesso,diventando protettore ufficiale di Nana,perdendo altresì la propria dignità,il rispetto della moglie e degli altri,combattuto tra il peccato e il piacere,umiliato,fino a dare la figlia in matrimonio ad un avventuriero,Daguenet.
Anche la contessa Sabine,proprio come la cocotte (tra l'altro hanno tutte e due un neo sulla guancia sinistra),perde il suo ruolo di moglie e madre,rifugiandosi in un vortice di amanti e lusso.La sua poltrona di seta rossa che tanto stonava col salotto buio e vecchio,si era ampliata,diventando un pacchiano palazzo.

"La timida gaiezza,allora appena annunciata,che Fauchery,una sera d'aprile,aveva sentito echeggiare col suono di un cristallo che si spezza,si era,a poco a poco,fatta più ardita,per poi impazzire,fino allo splendore di quella festa.Ora,l'incrinatura si allargava,apriva crepe sulle mura del palazzo,annunciava il prossimo crollo."

I Muffat non sono altro figure rappresentative di una aristocrazia impoverita,decadente,già assuefatta di piaceri,di vizi,dimentica di valori,rilassata su questa mosca d'oro,che ne preannuncia il crollo e la fine.
Il "grand monde" e il "demimonde" si mescolano rendendo impossibile il loro riconoscimento:

"C'era tutta Parigi,la Parigi del mondo letterario,della finanza e del piacere,molti giornalisti,alcuni scrittori,agenti di Borsa,più donnine allegre che donne oneste;una folla singolarmente promiscua,impreziosita dai migliori talenti,corrotta da tutti i vizi,con la stessa stanchezza e la stessa febbre sui tutti i volti".

Ma la caduta dell'aristocrazia consegue quella del regno di Napoleone III (1852-1870),con la menzione all'inizio del romanzo dello spettro di Otto von Bismark,definitivamente realizzata con la dichiarazione di guerra e profetizzata con la futura "debacle"*,cadenzata con le parole : "A Berlino! A Berlino!".

Una umanità che corre dietro al sesso e alla guerra.




* E' l'ultimo romanzo del ciclo



Libro:

"Zola,I Grandi Romanzi" Newton e Compton Editori,2011


Fonti:
 "Zola,I Grandi Romanzi" Newton e Compton Editori,2011
"Nana" Zola,Oscar Mondadori,2002

























2 commenti:

  1. Nana è uno dei miei preferiti, di Zola. Lo conobbi al liceo grazie al romanzo Au Bonheur des dames, e il suo stile così gravido mi ha conquistata subito. Tant'è che, insieme a Balzac, è uno dei miei personali capisaldi della letteratura francese. Di Nana mi aveva colpito la completa mancanza di rispetto e di apprezzamento che ad un certo punto manifesta per tutti i regali che riceve. Cose preziose che vengono ammirate per un secondo, e poi subito accantonate, avendo perso fascino a favore del regalo seguente, e così via. In un certo senso, è vero quello che dice Zola: il suo corpo e le sue azioni rappresentano la vendetta dei ceti bassi verso gli eletti dell'aristocrazia.

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    1. Otiimo sunto Loredana,bravissima...abbiamo gusti simili,grazie per la visita.A presto!

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