venerdì 28 settembre 2012

"L'Affaire Dreyfus" e la morte di Emile Zola.

" J' accuse...è finita,la Francia ha sulla guancia questa macchia,la storia scriverà che sotto la Vostra presidenza è stato possibile commettere questo crimine sociale".
 ( Emile Zola nella sua lettera sul giornale "L'Aurore",per il presidente della repubblica Felix Faure.)





L'evento che segnò la fine della "Belle Epoque",quel particolare periodo di spensieratezza e folleggiamenti,ma anche il crollo delle istituzioni,della società  fin-de-secle e di quel nazionalismo così esasperato in Francia e l'affacciarsi all'orizzonte di quell'antisemitismo che sconvolgerà il XX secolo,fu l' "affaire Dreyfus".

Nel 1894 il comandante Joseph Henry (1846-1898),capo del controspionaggio francese rivelò la fuga di "importanti segreti militari" alla Germania,mostrando ai suoi colleghi una lettera anonima indirizzata all' attaché militare tedesco,comunicante il prossimo invio di cinque documenti che riguardavano la sicurezza nazionale,
insomma un vero e proprio tradimento tutta al più che l'esercito era considerato da anni "il sacro depositario della gloria francese".
Nella ricerca del colpevole,del "traditore",si trovò come capro espiatorio il capitano Alfred Dreyfus.
Alfred Dreyfus (1859-1935) era dal 1893 addetto al comando del corpo di stato maggiore,uomo schivo e riservato,attirava su di se odi,visto che era anche ebreo.

Alfred Dreyfus


Venne subito processato per alto tradimento e nonostante le prove della sua colpevolezza erano alquanto dubbie,il comandante Henry testimoniò così violentemente contro di lui che il capitano fu alla fine condannato alla degradazione (che avvenne in pubblico nel 1895) e alla deportazione nella Guyana francese.
L' "affaire" sembrava essere dimenticato,"l'odio antisemita dei settori più reazionari della borghesia francese era soddisfatto".Ma,non tutti furono convinti di questa condanna;nel 1896 infatti,il capo dell' Ufficio Informazioni dello Stato Maggiore,il colonnello Georges Picquart (1854-1914),si accorse che la vendita dei documenti segreti continuava ancora,e trovò il vero colpevole nella persona del maggiore Walsin Estherazy (1847-1923).

Degradazione di Dreyfus.


I documenti però vennero falsati ancora da Henry e Picquart fu arrestato mentre Estherazy assurdamente assolto.
L' "affaire" si complicava e la Francia si divideva in dreyfusardi (repubblicani) e antidreyfusardi (clericali,nazionalisti,antisemiti).
Nel 1897 entrò il scena il vero,grande protagonista della vicenda,lo scrittore e critico Emile Zola (1840-1902).Zola si scagliò con determinazione contro gli accusatori e perseguitando l'antisemitismo;" ma il colpo più forte,quello che sconvolse l'opinione pubblica della nazione e dell'intera Europa" accadde il 13 gennaio 1898.
Quel giorno sul giornale "L'Aurore" (repubblicano) uscì una lettera di Emile Zola rivolta al presidente della repubblica francese Felix Faure (1841-1899),dal titolo a dir poco esplosivo "J'Accuse!".
Nella lettera lo scrittore francese accusò i maggiori capi dell'esercito (facendo addirittura i nomi) di nascondere le prove dell'innocenza di Dreyfus per sottrarre alla giustizia il vero colpevole Estherazy.
Zola non ebbe mai paura di esprimere il suo disappunto,prima nei confronti del Secondo Impero,poi dei fatti criminosi della Comune;ma questa era la prima volta che si prendeva in causa lo Stato,l'esercito e il presidente della repubblica;tutta al più che la Terza Repubblica (nome assunto dallo stato francese dal 1875 fino al 1941 con l'invasione tedesca),non viveva in quegli anni un periodo stabile,nel 1892 c'era stato anche lo scandalo di Panama.

Emile Zola



Felix Faure

Comunque dopo questa presa di posizione,Zola dovette rifugiarsi in Inghilterra poiché fu condannato anche lui ad un anno di prigione e tremila franchi d'ammenda.Il caso stava diventando di proporzioni enormi.
Sempre in quell'anno,nonostante il suicidio del colonnello Henry e la dimissione di alcuni personaggi importanti,il consiglio di guerra di Rennes (1899),annullando la precedente sentenza condannò ancora Dreyfus a dieci anni di carcere.Dreyfus fu graziato dal nuovo presidente della repubblica E.Luobet;Faure morì infatti in quell'anno*.
Dopo una revisione voluta nel 1902,nel 1906 l'inchiesta si chiuse con la completa assoluzione del capitano Dreyfus ( che come "indennizzo" fu promosso) e la condanna finalmente di Estherazy.
Ma la persona a cui si dovette questa vittoria non c'era già più.
Nel 1899,in seguito ad un'amnistia,Emile Zola ritornò a Parigi,nonostante ricevesse alcune minacce di morte.
Nel 1902,precisamente il ventinove settembre,lo scrittore fu ritrovato morto,"seduto accanto al tavolo"asfissiato dalle esalazioni di una stufa difettosa,la moglie Alexandrine,fu salvata in estremis.
Subito la morte di Zola riscontrò molti dubbi,si disse che "la canna fumaria fosse stata deliberatamente otturata",in effetti l'azione fu effettivamente " rivendicata da un'organizzazione nazionalista".
Il cinque ottobre ai funerali dello scrittore,una folla di minatori scandì le parole:
"Germinal! Germinal!...
Morì per il suo coraggio.









* Faure morì in una circostanza tragico-comica;mentre si trovava intento in una "pratica sessuale" con la propria amante.Fu preso da un ictus.Ne seguirono subito dopo molto ilarità.












Fonti:

"Zola.I Grandi Romanzi","I Mammut",Newton Compton Editori.

2 commenti:

  1. Brava Toinette, mi hai fatto ripercorrere una grande pagina di storia e di libertà.
    Sono con te nel sostenere la libertà di opinione, di pensiero e di idee. Coraggio direttore Sallusti

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